Gli operai devono installare qualcosa?
No. Inquadrano il cartello con la fotocamera e si apre una pagina.
La prima volta scrivono nome, ditta e numero di telefono; dalla
seconda il telefono li riconosce da solo.
E se uno non ha il telefono, o è scarico?
Il capocantiere può registrare la timbratura a mano dalla console:
resta segnata come inserimento manuale, con chi l'ha fatta e quando.
Non sparisce nel mucchio.
Si può timbrare da casa?
Con il tablet al varco, no: il codice sullo schermo cambia ogni
trenta secondi e vale meno di due minuti, quindi bisogna essere lì
davanti. Con il solo cartello stampato il QR è sempre lo stesso e la
fotografia funziona: è esattamente il motivo per cui esiste il
tablet. Se il cantiere ha anche la verifica della posizione attiva,
la timbratura fuori area viene rifiutata e i tentativi ripetuti
finiscono fra le anomalie — dove vi diciamo anche l'altra causa
possibile, cioè un perimetro tarato troppo stretto.
Uno può timbrare col telefono di un collega?
No. Ogni telefono resta legato a una persona sola: se ne prova
un'altra la timbratura viene rifiutata e resta scritto il tentativo.
Chi cambia telefono riscrive il proprio numero al varco e viene
riconosciuto, senza passare dall'ufficio.
Metà squadra non parla italiano.
La pagina di timbratura è in italiano, inglese, rumeno, albanese e
arabo, in arabo scritta da destra a sinistra. Tradotti anche i
motivi dei rifiuti: chi arriva al varco sbagliato legge perché,
nella sua lingua. Anche il cartello da stampare è nelle stesse
cinque lingue; la schermata del tablet al varco resta in italiano.
In cantiere non prende. Funziona lo stesso?
Sì. Senza linea la timbratura resta sul telefono e la pagina lo
dice — niente spunta verde finta. Riparte da sola appena torna il
segnale, anche a pagina chiusa, con l'ora del momento in cui si è
premuto e non di quando la rete è tornata. Nel registro quelle
righe sono marcate come differite. E chi preme due volte perché
non vede la conferma non si ritrova due turni: la seconda
timbratura viene riconosciuta come la stessa.
I dati dove stanno?
Su server in Unione Europea, ogni impresa in un archivio suo. Copie
di sicurezza ogni ora, e il ripristino è una procedura provata e
cronometrata, non una pagina di manuale.
Dobbiamo buttare il nostro programma di computi?
No, e non ne facciamo uno. Il computo qui è l'elenco delle
lavorazioni con unità, quantità e prezzo: si scrive una volta e
serve a misurare l'avanzamento e a fare i SAL. Se il preventivo lo
fate con un altro programma, continuate — quello che Cantis
aggiunge è la parte che a quel programma manca, cioè le ore vere
di chi ha lavorato.
E per i lavori pubblici va bene?
Il SAL, il libretto delle misure e il registro di contabilità
escono su carta con le righe, le quantità e i prezzi. La ritenuta
di garanzia si imposta: parte da zero perché lo 0,50% è quella di
legge sui lavori pubblici, mentre su un appalto privato è quella
scritta nel contratto — spesso il 5 o il 10%. Quello che non
facciamo è la modulistica ufficiale della stazione appaltante:
quella resta al vostro tecnico.
Se smettiamo, i dati ce li riprendiamo?
Sì: copia dell'archivio e dei documenti in formato aperto, oppure
cancellazione completa con attestazione scritta. È nel contratto,
non nelle buone intenzioni.